ZTE: CHIUSA LA PROCEDURA DI LICENZIAMENTO COLLETTIVO CON UNICO CRITERIO LA NON OPPOSIZIONE AL LICENZIAMENTO. RIDOTTI GLI ESUBERI, INTRODOTTI INCENTIVI ECONOMICI E PERCORSI DI OUTPLACEMENT
In data 4 novembre 2026, presso il Ministero del Lavoro, si è conclusa positivamente la procedura di licenziamento collettivo ex artt. 4 e 24 della Legge n. 223/1991 avviata da ZTE Italia S.r.l. lo scorso 11 settembre.
Grazie alla trattativa condotta da SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILFCP-UIL unitamente alle RSU/RSA, forti della massiccia adesione delle lavoratrici e dei lavoratori allo sciopero dello scorso 20 ottobre, è stato possibile raggiungere un’intesa vincolata al verbale di accordo istituzionale che introduce importanti tutele e correttivi rispetto all’impostazione aziendale originaria.
L’accordo sottoscritto prevede:
• Riduzione drastica degli esuberi: L’azienda ha accolto la richiesta sindacale di abbassare il numero complessivo delle eccedenze da gestire, riducendole da 81 a un massimo di 55 unità.
• Criterio di non opposizione su base volontaria: Il criterio unico concordato, in deroga alla legge, per la gestione delle uscite è la preventiva manifestazione di non opposizione al licenziamento da parte del lavoratore.
• Servizi di Outplacement: Su richiesta del lavoratore, l’azienda attiverà e finanzierà integralmente un percorso di outplacement finalizzato a supportare la ricerca di una nuova occupazione.
• Monitoraggio costante: Le Parti si incontreranno nuovamente tra il 30 novembre e il 31 dicembre 2026, e successivamente con cadenza almeno bimestrale, per monitorare l’andamento del programma di uscita in correlazione con la nuova organizzazione operativa.
Il trattamento economico lordo complessivo (che comprende l’incentivo all’esodo, il corrispettivo per le specifiche rinunce/transazioni e l’indennità sostitutiva di preavviso) è definito in base all’anzianità aziendale e alla data di effettiva cessazione del rapporto secondo, secondo la tabella di seguito riportata.
Anzianità aziendale alla cessazione
Cessazione entro il 31/12/2026
Cessazione dal 01/01/2027 al 31/03/2027
Cessazione dal 01/04/2027 al 30/06/2027
Da zero a 4 anni
18 mensilità
12 mensilità
8 mensilità
Da 4 a 8 anni
24 mensilità
18 mensilità
12 mensilità
Superiore a 8 anni
30 mensilità
24 mensilità
18 mensilità
Nei prossimi giorni si terranno le assemblee sindacali per approfondire tutti i dettagli dell’accordo e illustrare le modalità applicative ai lavoratori.
Le Segreterie nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilfpc Uil se da un lato esprimono un giudizio positivo per aver chiuso una vertenza complessa limitando i traumi occupazionali e strappando le migliori condizioni possibili di tutela e accompagnamento per i lavoratori coinvolti, dall’altro non possono che dichiarare profonda preoccupazione per ciò che questo accordo certifica amaramente.
La chiusura di questa procedura in ZTE non è una vittoria da festeggiare, ma l’ennesima spia di allarme di un lento e inesorabile depauperamento professionale ed industriale che sta colpendo il nostro Paese e,
in modo drammatico, il settore delle Telecomunicazioni. Ogni posto di lavoro che si perde, ogni professionalità ingegneristica e tecnologica altamente qualificata che viene espulsa dai grandi player globali rappresenta una ferita mortale per il tessuto produttivo italiano e per il futuro digitale della nazione.
Un settore ridotto a una continua guerra al ribasso, schiacciato da logiche di profitto finanziario a breve termine, dalla deregolamentazione degli appalti e dall’assenza totale di una politica industriale pubblica. Di fronte a questo stillicidio di competenze strategiche, registriamo la totale inadeguatezza della politica e la distanza siderale di un Governo incapace di intervenire con riforme strutturali, investimenti e regole stringenti a difesa dell’occupazione tecnologica.
Gestire gli esuberi con strumenti non traumatici è il dovere sindacale per non lasciare nessuno da solo, ma non può diventare la normalità. Senza un’inversione di rotta radicale e senza un piano strategico nazionale per le TLC, l’Italia continuerà a smantellare il proprio futuro digitale, impoverendo il proprio capitale umano e industriale.
GRUPPO BURGO – Incontro Esecutivo Nazionale
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