ella giornata del 5 novembre 2026 si è svolto l’incontro tra le Segreterie Nazionali e Territoriali di SLCCGIL, FISTEL-CISL, UILFPC-UIL, unitamente alle RSU/RSA, e i vertici aziendali di Smeraldo, finalizzato
all’esame congiunto previsto dall’Art. 1 del CCNL delle Telecomunicazioni. L’azienda ha illustrato lo stato
dell’arte del ramo a pochi mesi dall’efficacia dell’affitto (decorrente dal 1° giugno 2026), evidenziando le
criticità ereditate e le direttrici del piano di rilancio.
Di seguito si riassumono i principali temi trattati:
1. Quadro economico, criticità strutturali e reputazione del brand
Dall’analisi emerge un contesto di partenza ereditato fortemente critico:
– Contrazione del portafoglio clienti: nei 12 mesi precedenti l’inizio dell’affitto, Tiscali aveva perso oltre
100 mila clienti, a causa della mancanza di risorse per finanziare l’azione commerciale. A questo si
aggiunge la necessità impellente di ricostruire la reputazione del marchio, oggi compromessa dalle
pesanti recensioni negative ereditate dalla gestione precedente.
– Costi di struttura ed efficientamento della rete: I costi risultano sproporzionati rispetto a una customer
base ridotta, legati a un dimensionamento dell’infrastruttura di rete/IT parametrato su volumi storici
non più attuali.
– Assetto tecnologico e organizzativo: La ricognizione di giugno 2026 evidenzia una mai realizzata
fusione Tiscali-Linkem sia sul piano tecnologico che organizzativo (assenza di CRM e sistema di
fatturazione unici, centralini inefficaci e procedure obsolete).
– Relazioni commerciali e finanziarie: I rapporti con fornitori, dealer e installatori sono in fase di
risanamento, favorito da tempi di pagamento più rapidi. È stata inoltre attivata una convenzione con il
Banco di Sardegna per azzerare le commissioni sugli incassi, mentre la ripartenza commerciale prevederà
l’apertura di nuovi punti vendita in Sardegna e Puglia.
2. Customer Care e operatività dell’assistenza
I dati forniti fotografano criticità operative storiche e le prime contromisure adottate:
– Andamento dei tassi di risposta: Nei primi 5-6 mesi del 2026 le performance dell’assistenza clienti
sono risultate fortemente inadeguate, con una copertura di circa il 50% delle chiamate in ingresso.
– Primi segnali di ripresa: Dal 1° giugno 2026, coincidente con la data di efficacia dell’affitto del ramo, si
è registrato un recupero grazie a un presidio fisico più stringente delle attività.
SLC – CGIL Sindacato Lavoratori Comunicazione
FISTel – CISL Federazione Informazione Spettacolo e Telecomunicazioni
UILFPC – UIL Unione Italiana Lavoratori Federazione Poste e Comunicazioni
Affiliazione ad SLC – Tel. 06-42048201
UNI FISTel – Tel. 06-87979200 Fax 06-87979296
Union Network International UILFPC – Tel. 06-45686880 Fax 06-85353322
– Supporto infragruppo ed esterno: A luglio è stato introdotto il supporto infragruppo per l’assistenza
tecnica FWA sulla sede di Bari, mentre tra agosto e settembre è stato attivato ulteriore supporto esterno
dedicato alla sede di Cagliari.
-Stabilizzazione ed efficienza: L’obiettivo dichiarato dall’azienda è stabilizzare la customer base e ridurre
i tempi di disservizio attraverso il potenziamento del contact center, affiancato da un’azione di
sensibilizzazione interna di tutti i reparti sul valore della customer satisfaction.
3. Assetto occupazionale, formazione e mobilità
– Dati sulla forza lavoro: Al momento della rilevazione il personale conta 547 addetti (Head Count) pari
a 487 FTE, confermando le sedi di Cagliari, Roma, Bari, un’età media di 48 anni e una prevalenza
femminile (57% donne vs 43% uomini). La presenza territoriale vede la maggioranza assoluta in Sardegna
(338 dipendenti, 62%) e in Puglia (175 dipendenti, 32%), oltre a Lazio (32) e Lombardia (2).
– Inquadramenti e aree aziendali: Il 92% della forza lavoro è costituito da impiegati (502 risorse). L’Area
Customer Care assorbe da sola il 42% del personale, seguita dalle Aree Tecniche (31%), Area Vendita
(18%) e Staff (9%).
– Riorganizzazione e formazione: Sono in corso attività di assessment per determinare il corretto
dimensionamento delle funzioni, appesantite da anni di mancato rinnovo tecnologico e dalle
duplicazioni derivanti dalle operazioni societarie del 2022. L’azienda non ha finora attuato mobilità
interna strutturale (se non temporanea verso il customer care con training on the job) e si è riservata un
confronto con le OO.SS. al termine delle valutazioni, finalizzate anche alla costruzione di una nuova fase
di rilancio ma soprattutto ad un vero percorso di fusione organizzativa interna.
– Sicurezza: È stato aggiornato il set documentale e il DVR, mantenendo centrale la formazione periodica
dei lavoratori.
– Investimenti: l’azienda ha dichiarato che, pur essendo soggetta a limitazioni giuridiche derivanti
dall’affitto del ramo, (la cui scadenza è stabilita alla fine di giugno 2027 con possibile ulteriore proroga
di 3 mesi), ha comunque effettuato investimenti per 2,7 ml di euro in ambito IT e Network ed 2 ml di
euro in pubblicità per il rilancio del Brand anche perché il mercato si è orientato da tempo in una offerta
integrata tra la connettività fisso/mobile e la proposta in ambito energia e gas.
Le Oo.Ss unitariamente, pur condividendo alcune analisi generali che purtroppo rispecchiano l’attuale
momento di crisi strutturale delle TLC Italiane, hanno evidenziato alcuni aspetti sulla conduzione
aziendale futura e sul percorso che dovrà portare alla conclusione positiva della operazione in atto.
SLC – CGIL Sindacato Lavoratori Comunicazione
FISTel – CISL Federazione Informazione Spettacolo e Telecomunicazioni
UILFPC – UIL Unione Italiana Lavoratori Federazione Poste e Comunicazioni
A nostro avviso occorre assolutamente continuare a rilanciare un percorso di buone relazioni sindacali il
cui unico obiettivo e quello di poter condividere e monitorare costantemente l’andamento aziendale.
Le OO.SS indicano come impellente la necessità di intraprendere, nel breve periodo confronti di merito
che portino alla conferma di tutti gli attuali accordi, attualmente in proroga la cui scadenza è prevista
per il prossimo 31 dicembre.
La Delegazione Sindacale esprime inoltre una forte preoccupazione sul fronte occupazionale in
considerazione del fatto che mancano ancora all’appello ulteriori 48 persone del territorio sardo e
pugliese, oggi escluse da questa complessa operazione.
SLC/FISTEL/UILFPC ribadiscono ancora una volta come tale progetto non possa considerarsi definito se
non si risolve l’ulteriore criticità occupazionale ed hanno di nuovo chiesto al gruppo Canarbino di
assumersi ulteriori responsabilità.
A questo tema delicato si aggiunge anche la situazione dei 16 lavoratori di Taranto trasferiti a Bari dal 1°
Gennaio 2027 che, se nel frattempo non si trovasse una soluzione, sarebbero costretti a dimettersi a
seguito delle importanti distanze chilometriche tra le città di Taranto e di Bari.
Il Sindacato ha dato prova in tutto questo percorso di grande maturità e responsabilità sociale. Ora sia
l’azienda, sia le Istituzioni a livello regionale e nazionale contribuiscano in maniera fattiva per chiudere
positivamente l’intera vertenzA
SMERALDO-TISCALI – COMUNICATO 06.11.26
ella giornata del 5 novembre 2026 si è svolto l’incontro tra le Segreterie Nazionali e...



