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Comunicato Ericsson 29.10.26

30 Ottobre 2026 | News, Telecomunicazione

L’azienda attacca di nuovo lo smart working. Disdetti gli accordi di telelavoro ed ennesima modifica al ribasso rispetto al modello di lavoro agile.
Le Segreterie Nazionali SLC CGIL, FISTEL CISL, UILFPC UIL respingono con fermezza l’ennesima proposta peggiorativa presentata da Ericsson sul modello di Lavoro Agile. A meno di un anno di distanza dagli ultimi confronti, l’azienda torna alla carica per smantellare la flessibilità e mortificare le esigenze dei lavoratori, disdicendo l’accordo raggiunto a fatica ad inizio anno, che prevedeva 9 giorni al mese con ampia flessibilità di fruizione.
Ericsson, oltre ad aver disdetto gli accordi di telelavoro stravolgendo la vita a decine di persone, propone un modello rigido di lavoro agile con solo 2 giorni a settimana, senza alcuna forma di flessibilità.
Mentre l’intero Paese fa i conti con il carovita, con l’aumento incontrollato dei costi di carburante, trasporti e beni di prima necessità, Ericsson sceglie di scaricare ulteriori costi sulle spalle dei dipendenti. Ridurre il lavoro agile significa aumentare i costi di pendolarismo per i lavoratori, proprio in un momento di forte sofferenza economica generale. Ancor più pesante risulta la disdetta del telelavoro per quelle lavoratrici e quei lavoratori cui era stato accordato questo strumento, grazie all’azione sindacale, dopo aver perso la sede lavorativa per volontà aziendale.
Ericsson dimostra una visione aziendale miope, sorda e retrograda, arroccata su schemi di controllo anacronistici e superati. Il lavoro agile e flessibile ha ampiamente dimostrato di garantire elevati livelli di produttività, riducendo l’impatto ambientale dei trasporti, migliorando la conciliazione vita-lavoro e riducendo i costi organizzativi e gestionali per la stessa azienda. Ignorare questi benefici per imporre presenze fisse e rigide non è un’esigenza organizzativa, ma una pura scelta regressiva che penalizza il benessere delle persone e dimostra totale insensibilità verso il contesto sociale attuale.
Le Segreterie nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilfpc Uil non sono disposte ad accettare che la flessibilità e i diritti acquisiti vengano smantellati ad arbitrio della direzione aziendale. Per queste ragioni, hanno rifiutato la proposta aziendale e promuoveranno un percorso assembleare con le lavoratrici ed i lavoratori per arrivare all’indizione di azioni di sciopero finalizzate a contrastare questa deriva aziendale.

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