Nella giornata del 5 agosto si è svolto l’incontro tra i Segretari Generali delle Organizzazioni Sindacali e i vertici di TIM, finalizzato a un aggiornamento sullo stato delle “relazioni industriali” e sulle principali questioni aperte.
Nel corso del confronto, la UILFPC ha posto con forza l’attenzione sulle criticità emerse in relazione alla società controllata Telecontact, evidenziando come le scelte aziendali unilaterali, assunte senza un confronto con le Organizzazioni Sindacali, abbiano determinato pesanti ricadute sulle lavoratrici e sui lavoratori, compromettendo il complessivo clima delle relazioni industriali.
La UILFPC ha espresso da subito in maniera inequivocabile e senza alcun indugio la netta contrarietà rispetto a tali decisioni, tanto più incomprensibili perché intervenute a poche settimane dalla sottoscrizione del rinnovo del CCNL. Un rinnovo che ha rappresentato un importante atto di responsabilità da parte delle Organizzazioni Sindacali e di Asstel, raggiunto al termine di un confronto complesso nell’interesse dell’intero settore.
Proprio per questo, ritiene grave che, subito dopo la firma del Contratto Nazionale, si siano registrati comportamenti che sono andati in una direzione opposta rispetto allo spirito che aveva consentito di costruire quell’intesa.
La UILFPC ribadisce che il confronto sindacale non può essere svuotato da decisioni già assunte né ridotto a una mera informativa. Se si intende realmente rilanciare il dialogo, è necessario che alle dichiarazioni di disponibilità corrispondano comportamenti coerenti e scelte concrete.
Purtroppo, assistiamo ancora oggi a ulteriori azioni che vanno in direzione opposta, proprio in quella Telecontact dove chiaro è stato il mandato dei lavoratori, ed oggi si prova ad aggirarlo attraverso la sottoscrizione di intese territoriali con alcune sigle sindacali.
Rimaniamo fortemente convinti che l’unitarietà sindacale richiamata all’occorrenza, sia invece ancora più necessaria quando si dichiara la netta contrapposizione ad azioni unilaterali aziendali.
In questi casi posizioni di precario equilibrio non sono sostenibili.
Non intendiamo certo alimentare il clima di contrapposizione che da troppo tempo caratterizza alcune dinamiche all’interno del Gruppo TIM. Non è un terreno che appartiene alla UILFPC e non è certo quello sul quale è stata costruita la nostra azione sindacale.
Ma le relazioni industriali non possono essere richiamate solo quando è conveniente: devono rappresentare un metodo stabile, fondato sul rispetto reciproco, sulla correttezza dei comportamenti e sulla volontà di ricercare soluzioni condivise.
Continueremo invece a difendere il valore della contrattazione e delle relazioni industriali, ma lo faremo con altrettanta determinazione nel denunciare ogni scelta che mortifichi il confronto e scarichi sulle lavoratrici e sui lavoratori il peso delle decisioni aziendali.
Anche sul negoziato relativo alla contrattazione di secondo livello continuiamo a registrare richieste che, anziché valorizzare il lavoro delle persone, rischiano di determinarne un ulteriore arretramento sul piano dei diritti e delle condizioni economiche.
È difficile parlare di rilancio delle relazioni industriali quando, nei fatti, si continua a perseguire un’impostazione che penalizza le lavoratrici e i lavoratori.
La UILFPC è e resta disponibile al confronto, ma il dialogo presuppone reciprocità, rispetto e responsabilità. Se davvero si vuole aprire una fase nuova, è indispensabile abbandonare definitivamente logiche unilaterali e tornare a praticare relazioni industriali autentiche, nelle quali il confronto preceda le decisioni e non ne rappresenti una semplice ratifica.
TIM – COMUNICATO
Nella giornata del 5 agosto si è svolto l’incontro tra i Segretari Generali delle Organizzazioni...



